Vacanze in bianco e nero. La villeggiatura nel Novecento (Anno 2010) «Se guardiamo all’Italia degli ultimi Anni ’40, con le ferite ancora fresche del recente passato bellico, ci commuove la disperata ricerca di nuovi modi di essere liberi e felici. La gioia del mare, passione degli italiani, scoppiò come un fuoco d’artificio, mentre le coste italiane si riempivano di bagnanti ancora goffi nei costumi di lana intrisi d’acqua e di sabbia, ma felici di gettarsi nei cavalloni con l’entusiasmo di bambini. L’Italia andava finalmente in una vera vacanza.
E poi, con gli Anni ’50 e i primi segnali del miracolo economico, con le nuove utilitarie luccicanti, la villeggiatura diventò sempre più importante, segnale di una piccola agiatezza appena conquistata.
La vacanza come simbolo, dunque: simbolo del nuovo benessere negli Anni ’50 e ’60 e della trasgressione negli Anni ’70, con i campeggi liberi e le ragazze in topless, simbolo del riflusso negli Anni ’80 e ’90, con il lusso un po’ kitch dei grandi alberghi low cost, e simbolo della crisi nel nuovo millennio, quando la villeggiatura diventa sempre più breve e sporadica.
Il puzzle di questo secolo lo costruiscono le testimonianze di tanta gente, in tutta Italia. I ricordi ogni tanto si assomigliano, ma per chi li ha scritti sono unici. Leggendoli, possiamo ricostruire insieme una piccola epopea di cui siamo tutti protagonisti». |